Crea sito

Rita Vecchi, “Levità quotidiane”

cliccare qui per scaricare il testo PDF

Levità quotidiane
Rita Vecchi, poesie

“Levità quotidiane”, componimento poetico di Rita Vecchi, che qui propongo ai lettori, è una raccolta densa, fitta di versi dalle movenze alte, sentite, mondane. La mondanità qui è di accezione nobile, la vita, lo scorrere, il quotidiano. Una donna o un uomo, cosa cambia? Muta la cultura, l’educazione, il progetto, la finalità. Ma l’essere è identico. Identico. Declinare al femminile il mondo? Prego i più di mutare disposizione, basta cesure, distinzioni. Viviamo. Il genere esiste, ma la vita è uguale; stessa sofferenza, medesime le angosce, i misteri, le domande. Nelle donne è peggio, sì. L’esistenza grava su loro. Uomo cacciatore, donna tutto il resto, a cominciare dalla fatica del quotidiano, affetti, famiglia, figli. Che gravame, che fatica. Lacrime facili? Dovrebbero non far altro che piangere. Da qui la levità, la forza d’animo di questa ricerca, la persistenza. Da qui.
Rita è fortunata. È un poeta. Non ci crede, fugge questo peso ulteriore. Lo è, poeta. Scrive di getto, seguendo il ritmo del suo respirare, incasellando emozioni profonde, meditate. Un rimuginare sereno, erbivoro, mangiando vita.
Un pascolo, una montagna, ricordi. Il pasto. E dolore.
Avere cinque stomaci per digerire l’erba della vita. Le sue figure, nonostante il ruminio, mentale e fisico, sono iperboli, ellissi, metafore. Un linguaggio colorito di esplosioni silenti, sussurri, scale di grigi, scintillanti d’iride, arcobaleni.
È un prisma, questa raccolta, un caleidoscopio emozionante, sfavillante di quella vita intima e collettiva che testimonia la nostra esistenza; un’empatia spontanea, avvertita immediata, come di un poeta, un poeta che sa.

Rocco Cento 

la guerra di apollinaire (poesia 1990)

cliccare per scaricare il testo in PDF

Lou (Louise de Coligny Chatillon)

Nell’estate del 1990, esattamente il due agosto, cominciava il conflitto contro l’Irak da parte di una coalizione composta da 37 stati, sotto l’egida dell’ONU. In quel periodo trascorrevo le mie vacanze a Senigallia, dove scrissi questo testo, “originale” per varie ragioni, a partire dalla ricetta di cucina in esso contenuta, “Bombarelli in porchetta”. Avevo letto alcuni testi di Guillaume Apollinaire sulla guerra. Apollinaire aveva aderito come volontario alla prima guerra mondiale, restandone gravemente ferito alla tempia. Guarito, morirà nel 1918 di “Spagnola”.

A me si poneva una questione di “campo”, che da tempo tornava alla mia mente, torturandomi. Era evidente, almeno a me, che l’Irak non disponeva di armi di distruzione di massa, altrettanto evidente erano le simpatie di Saddam Hussein per un certo terrorismo. Terrorismo che a noi occidentali risultava tale, diversamente da chi si sacrificava, in quegli atti di terrore, che si considerava, a buon ragione, partigiano.   

Il mio dilemma era che essendo “occidentale” dovevo fare una scelta, una scelta di campo. Questa poesia è la mia risposta a quella tragica questione.

Questa canzone, composta da otto strofe di quattordici versi endecasillabi, è stata pubblicata nel 1999 in “Scritture”, per La Toxa Edizioni.

ellissi acquatiche (1979)

Uscito nell’ottobre del 1999, per La Toxa Edizioni, questo prezioso libretto contiene scritti e illustrazioni di Claudio Barna, Paolo Bologna, Rocco Cento, Giuliano Crivelli, Dario Gnemmi, Raffaele Pastore, Paolo Stefanelli, Roberto Luciano Tàpparo.

“ellissi acquatiche” è un mio breve componimento del 1979 che, insieme ad altre poesie, ho pubblicato qua e là, in epoche diverse e differenti contesti. Si trattava di una pubblicazione satirica, che inevitabilmente, in ricordo di Orazio, al quale è dedicata la traduzione di un carme delle Odi, “Vides ut alta stet nive candidum”, cede il passo alla poesia civile e gentilizia.
Mi piacerebbe pubblicare i testi, molto belli, di Dario Gnemmi, Paolo Bologna, Raffaele Pastore e Roberto Luciano Tàpparo, purtroppo non più tra noi.
Pure, con un po’ più di tempo, il contributo di Claudio Barna, poeta.
Per opere di Giuliano Crivelli e Paolo Stefanelli, trattandosi di immagini e vignette, sarebbe necessario trovare una formula adatta, fuori dal contesto originario, per una loro riedizione.

Rocco Cento      

clicca qui per scaricare il testo
Clicca sull’immagine per ascoltare la poesia su Youtube

L’ESTREMA STROFA

cliccare qui per scaricare la poesia in PDF

Fotografia reperita nel web di Alberto Baruffi

L’ESTREMA STROFA

Prima di disintegrarsi
quest’anima
imbevuta d’ogni suo momento –
innalzerà ancora
un canto breve
e dimesso.
Accrescersi di perla
in una valva,
tuoneggiare
ai bordi dell’estate,
belato,
sussurro,
cinguettio,
fraseggiar dei venti,
rombo di valanga,
silenzio degli abissi…
Estrema strofa
di sillabe piumose
e iridescenti
d’accenti di memoria,
flebile come la vita
fluirà nell’Essere,
grata d’ogni parola,
placata dal dolore.
Ultima,
solitaria e solenne.

Rita Vecchi

I contenuti del sito sono soggetti a copyright